UFFICIO NAZIONALE PER LA PASTORALE DELLE VOCAZIONI
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

«Aspirate alla santità, ovunque siate»

LEONE XIV, Omelia, Tor Vergata, 3 agosto 2025.
9 Ottobre 2025

«Carissimi giovani, la nostra speranza è Gesù. È Lui, come diceva San Giovanni Paolo II, “che suscita in voi il desiderio di fare della vostra vita qualcosa di grande […], per migliorare voi stessi e la società, rendendola più umana e fraterna” (XV Giornata Mondiale della Gioventù, Veglia Di Preghiera, 19 agosto 2000). Teniamoci uniti a Lui, rimaniamo nella sua amicizia, sempre, coltivandola con la preghiera, l’adorazione, la Comunione eucaristica, la Confessione frequente, la carità generosa, come ci hanno insegnato i beati Piergiorgio Frassati e Carlo Acutis, che presto saranno proclamati Santi. Aspirate a cose grandi, alla santità, ovunque siate. Non accontentatevi di meno. Allora vedrete crescere ogni giorno, in voi e attorno a voi, la luce del Vangelo» (Leone XIV, Omelia, Tor Vergata, 3 agosto 2025).

Nella loro disarmante semplicità e chiarezza le parole di papa Leone XIV suggeriscono una trasparente proposta vocazionale. Il desiderio di trovare un senso alla vita e la passione per rendere il mondo un posto migliore sono corde che risuonano con particolare intensità nel cuore e nelle parole di tanti giovani e non solo. Di questo abbiamo da occuparci[1]!

Forse molti di noi, impegnati a vario titolo nella pastorale giovanile e vocazionale, erano presenti a Tor Vergata in quell’estate del 2000 e hanno raccolto dalle parole di papa Giovanni Paolo II un annuncio che ha risuonato come una certezza. Molti di noi le hanno accolte decidendo la vita. A distanza di venticinque anni, sotto lo stesso cielo, sappiamo che quell’amicizia sulla quale abbiamo giocato la vita è stata messa alla prova[2], proprio come accade in ogni relazione che sia profonda e che si evolve, cresce nella concretezza della vita come testimoniano anche le vite di tutti i santi e di cui la Scrittura è piena. Della relazione con il Signore si percepisce la presenza (Is 66,13) ma allo stesso tempo anche l’amarezza della sua assenza (Ger 8,15). Si riscontra le fecondità della Parola (Os 6,3) e si lotta con l’inefficacia della preghiera: «Fino a quando, Signore, implorerò e tu non ascolti» (Ab 1,2). Si sperimenta che la prova della fede viene proprio dallo stare nell’amicizia con il Signore e la relazione con lui diventa il crogiuolo nel quale l’oro si purifica (Sal 66) e la vita diventa feconda, perché donata (Gv 12,24).

Volgendo lo sguardo attorno è possibile riconoscere tanta vita di Vangelo che cresce; si tratta di riconoscerne la forma, sapendo che i suoi tratti non sono diversi da quelli dell’agire di Gesù, del suo essere e del suo agire, perché la santità è la sua vita. Sono gesti che affascinano molti perché in lui trova senso la vita dell’uomo e chi la desidera ne sente l’attrazione, l’aspirazione. Aspirate a Cristo.

Ovunque siate. L’avverbio specifica una concretezza e allarga lo sguardo ad ogni istante e condizione di vita. Non c’è luogo e momento nel quale la luce della santità non possa illuminare una decisione da prendere, una scelta da fare; non c’è luogo buio che non possa essere illuminato; non c’è condizione nella quale il desiderio dell’amicizia con Gesù – che mai viene meno – non possa essere acceso. Ecco di che cosa vale la pena occuparsi, di questa radice vocazionale che risuona come una chiamata nella vita di tutti. È la voce dello Spirito riversato nel cuore, l’universale chiamata alla santità che spinge verso «la perfezione della carità e […] promuove nella stessa società terrena un tenore di vita più umano […] Ognuno secondo i propri doni e uffici deve senza indugi avanzare per la via della fede viva, la quale accende la speranza e opera per mezzo della carità»[3].

Di questa grande concretezza della carità risplende la vita di tutti i santi; immischiati nella relazione con il Signore hanno lasciato trasparire dalla loro vita la sua. La recente canonizzazione di san Piergiorgio Frassati e san Carlo Acutis ci invitano a guardare alla moltitudine di testimoni (Eb 12,1) per sentire il racconto della loro amicizia con Cristo. Per questo abbiamo scelto di rappresentare come immagine un piccolo angolo del Cielo nella gloria di alcuni santi e beati delle nostre diocesi italiane perché – insieme a molti altri – diventino amici e compagni di viaggio dei giovani che accompagniamo.

L’invito di papa Leone XIV a coltivare l’amicizia con Gesù pone con chiarezza la meta di ogni accompagnamento spirituale[4] e suggerisce gli elementi cardine: l’ascolto della Parola, la preghiera, l’adorazione eucaristica, i sacramenti, la carità[5]. Svilupparli in proposte concrete è compito delle comunità cristiane[6] e della pastorale giovanile e vocazionale. Buon lavoro!

 

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[1] «I giovani del nostro tempo, come quelli di ogni epoca, sono un vulcano di vita, di energie, di sentimenti, di idee. Lo si vede dalle cose meravigliose che sanno fare, in tanti campi. Hanno però anche loro bisogno di aiuto, per far crescere in armonia tanta ricchezza e per superare ciò che, pur in modo diverso rispetto al passato, ne può ancora impedire il sano sviluppo» (Leone XIV, Discorso ai fratelli delle scuole cristiane, 15 maggio 2025).

[2] «[Cari Presbiteri e diaconi]. Ho desiderato incontrarvi per conoscervi da vicino e per iniziare a camminare insieme a voi. Vi ringrazio per la vostra vita donata a servizio del Regno, per le vostre fatiche quotidiane, per tanta generosità nell’esercizio del ministero, per tutto ciò che vivete nel silenzio e che, a volte, è accompagnato da sofferenza o da incomprensione. Svolgete servizi diversi ma siete tutti preziosi agli occhi di Dio e nella realizzazione del suo progetto» (Leone XIV, Discorso al clero della Diocesi di Roma, 12 giugno 2025).

[3] Concilio Vaticano II, Lumen gentium, 40-41.

[4] Cf. Francesco, Christus vivit, 248-258; Sinodo dei vescovi, Documento finale. I giovani, la fede e il discernimento vocazionale, 91-103.

[5] Vedi ad esempio: V.G. Vulcano, «Abitare la Parola come pellegrini» in rivistavocazioni.chiesacattolica.it; F.M. Sieni, «Grani» in rivistavocazioni.chiesacattolica.it; M. Panero, «La festa del perdono» in rivistavocazioni.chiesacattolica.it; M. Pagniello, «Fatti per amare. Carità e servizio: occasioni di vita piena» in rivistavocazioni.chiesacattolica.it.

[6] «Accompagnare per compiere scelte valide, stabili e ben fondate è quindi un servizio di cui si sente diffusamente la necessità. Farsi presente, sostenere e accompagnare l’itinerario verso scelte autentiche è per la Chiesa un modo di esercitare la propria funzione materna generando alla libertà dei figli di Dio. Tale servizio non è altro che la continuazione del modo in cui il Dio di Gesù Cristo agisce nei confronti del suo popolo: attraverso una presenza costante e cordiale, una prossimità dedita e amorevole e una tenerezza senza confini» (Sinodo dei vescovi, Documento finale. I giovani, la fede e il discernimento vocazionale, 91).